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L'avventura teatrale di Giovanni Poli, nato a Crosara di Marostica, in provincia di Vicenza, il 2 luglio 1917, ha inizio, nel secondo dopoguerra a Venezia, nell'ambito del gruppo de "L'Arco" e all'insegna del rinnovamento delle arti, accanto ad Emilio Vedova, ad Armando Pizzinato, allo scenografo Mischia Scandella, a Luigi Ferrante, e altri intellettuali. Ma trova un impulso e una linea di sperimentazione ben definita a partire dalla creazione del Teatro di Ca' Foscari, un'impresa che si sviluppa dal 1949 al 1964, affermando un procedimento artistico basato sul recupero dei classici antichi e moderni, sulla riscoperta della grande tradizione veneta e sulla valorizzazione della drammaturgia contemporanea.
La partecipazione ai maggiori festival internazionali consacra uno stile personalissimo, che ottiene riconoscimenti prestigiosi e consensi sempre più vasti: nel 1960 gli viene assegnato il Premio IDI per l'attività all'estero; nello stesso anno ottiene il Premio per la migliore regia al Festival del Thèatre des Nations a Parigi con La commedia degli Zanni, che ben presto diviene la sua messinscena esemplare.
In questo periodo s'intensificano i rapporti di Poli con la scena teatrale e musicale italiana; collabora con gli Stabili di Trieste, di Torino, con i Festival della Biennale, di Spoleto, con i Teatri d'opera di Trieste, Roma, Venezia, Torino. Dal 1964, per quattro anni, gli viene affidata la direzione artistica del Teatro-Studio di Palazzo Durini a Milano.
Tornato a Venezia, nel 1969 Poli richiama intorno a sé un nucleo di collaboratori fedeli per fondare il Teatro a l'Avogaria, il Teatro della commedia dell'arte: è un luogo in cui riaffermare l'impegno mai tradito per il rinnovamento delle modalità sceniche e, soprattutto, per incidere sulla formazione di nuove generazioni d'attori. La scuola de l'Avogaria diventa l'officina di un metodo originale che attinge alle sorgenti dell'espressività teatrale.
Il 18 febbraio 1979 Giovanni Poli si spegne, ma il suo sogno di un teatro, "chiesa laica" per gli uomini di ogni nazione, continua ancora oggi sul piccolo palcoscenico del suo Teatro.